Fogli di Viaggio

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Roma

Retro cartolina



Testo cartolina

Mentre cammino a passo lento verso la stazione Termini di Roma, scappo da una città che si sta svegliando, il ritmo è frenetico, sono io che vado troppo piano. C’è da sempre un piccolo mercatino, delle bancarelle di libri usati e cose che altri hanno “abbandonato”, oggetti che hanno un’anima. Mi piace gironzolarci intorno, l’ho sempre fatto, ogni volta che sono tornato in questa città che ha una storia antica e complicata. Camminare è non fare nulla, qualcuno lo pensa, a volte anche io ed in effetti è così. I miei occhi si posano su un volume, malconcio, dal titolo lento, un «Popolo in cammino» di autori vari, c’è scritto in copertina che parla di Chiesa locale, Pellegrinaggio e traditio fidei, ho pensato: è mio. Soltanto cinque euro, ne costava tre volte tanto un tempo. Ho aperto qualche pagina a caso, il tizio della bancarella mi ha lasciato fare, nessun rimprovero, nessuna occhiataccia, c’è una certa complicità e non è solo il legame che sta nascendo tra venditore e probabile acquirente. Un’altra volta il mio sguardo lentamente si è posato su alcune frasi, «peregrinus, colui che non ha patria, che vaga alla ricerca di un luogo che infine, gli appartenga. Straniero ovunque. Ulisse fu viaggiatore, viator, ma non mai pellegrino» – le pagine ingiallite di questo piccolo volume, già mi hanno catturato, poi un’altra frase: «non è vacanza o gita. Pellegrino è colui per cui non conta il luogo, mentre ha senso l’incontro» – torno indietro leggo sulla presentazione: «Camminare, insomma, tra spazio e tempo: questo il destino, origine e fine dell’uomo». Ho allungato i cinque euro, come uno spacciatore al suo pusher, non ci siamo detti nulla, ma questa è droga buona, non fa male. Approfondire quanto di piacevole ho trovato lungo la strada non può far che bene.

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