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La porta del mare

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La porta del mare

Ho fatto un viaggio in fondo al mare.
Io che non sapevo nuotare
ho trovato nei fondali due pinne bianche come ali per volare.
In un tuffo nello specchio di un tramonto rosso ho trovato la purificazione dell’uomo dal peso dei pregiudizi. Sul confine tra l’aria e l’acqua, il bianco e nero, ho scaricato il fardello della diversità mischiando la mia essenza all’anima universale del mondo, dove il caos è inghiottito in un silenzio profondo.
Cercavo altri porti ed invece sono partito senza biglietto per una città sorprendente, dove la vita inizia dialogando con i pesci silenti. Ho donato i miei baci alla luna bianca, sfocata oltre il profilo a vetrate della superfice spumosa dell’acqua. Ho accarezzato come l’onda le guance delicate di una sirena colorata come la pace.
Ho scoperto che la profondità del mare non esiste, è soltanto la porta per aprire un cielo più grande, in cui arrivano tutti gli abbracci, i baci e le carezze mai date nel mondo. Continuate a pensarmi più forte, il vostro affetto un giorno , portato dalla corrente, forse arriverà qui, come a maggio il ritorno dei tonni nel Mediterraneo, come le migrazioni estive dei gruccioni. A voi tutti regalo farfalle notturne che accesi gli occhi in questo fitto buio, come stelle e fiammelle, terranno caldo il cuore ed il ricordo di un amore mai nato, mai sbocciato, che prima o poi arriverà portato dai venti di bonaccia. Si presenterà d’improvviso, come le nostre estati magnifiche, vissute sotto le pergole, quando l’uva era matura. Ci incontreremo spero presto sulle rotte della vita, seguendo le rose e i venti. Io intanto nel mio viaggio continuo a sognare, qui, dove il sale in controluce brilla più dell’oro sotto i bagliori penetranti del sole. Radio Tripoli racconta alla notte sempre la stessa nenia: solo bombe fumo nero e miseria. Se questo mare fosse uno stagno, anziché del dolore, potremmo parlare di ranocchi ed iniziare a raccontare le vecchie fiabe della nonna, lei con i capelli a cipolla la bocca sdentata e gli abbracci come maglioni più caldi del mondo. Ed invece, sotto la coperta di un cielo nitido, arriva il freddo e l’acqua dove il buio sembra trafitto da spade di ghiaccio impugnate dal maestrale. Nonostante tutto aspetterò fiducioso un incontro e quel giorno berremo un caffè e
potremo ridere di noi leggeri sospesi sul pelo dell’acqua, come quando giocavamo da bambini sconosciuti, schizzi, zampilli e sorrisi e quell’innocenza negli occhi chiara come la luce del mare, di un tempo in cui essere amici, era molto più facile, in un momento in cui stringersi in un abbraccio era l’unica verità. Sui tramonti della vita galleggiano i ricordi più belli, sul profilo dell’acqua come barche di carta viaggiano i sogni più fragili. Quando il buio inghiotte le barche ed il giorno, le anime danzanti dei sognatori di libertà brillano sull’acqua come stelle, è un inno alla grandezza del cosmo, e l’attesa del crepuscolo é una festa che ricorda alla vita il valore della memoria che brilla come astro nelle profondità di questo mare.

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