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Immigrato

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IMMIGRATO

SUI CANOTTI VIAGGI STRAZIANTI,

ESILE CON OCCHI PESANTI,

TENTO DI ATTRAVERSARE I FOSSI,

MA I MARI SONO MOSSI.

HO PAURA DI FINIRE NEGLI ABISSI,

CANTO NEL RICORDO CON SINTONIA

DELLA MIA ARIDA TERRA CON SASSI,

SENTO DENTRO UNA MALINCONIA.

DALLA GUERRA DEVO SCAPPARE,

DAL MIO PAESE PERCHE’ FA MALE,

CON GIORNI SENZA MANGIARE

E NON POTENDO STUDIARE.

HO VOGLIA DI VIVERE

E NON DI SOPRAVVIVERE,

SVOLGENDO QUALSIASI MESTIERE,

NELLE CITTA’ STRANIERE.

PER GIORNI SONO STATO CHIUSO,

POI CON UN AMICO SONO FUGGITO,

LA GENTE MI GUARDA CON DIFFIDENZA

E DISPREZZO, IO SONO ALLIBITO.

LA CRUDELTÀ MI COSTRINGE ALLA FUGA,

A MIO FIGLIO INSEGNERÒ IL RISPETTO

E L’AMORE PER IL PROSSIMO,

ORA MI SENTO FIGLIO DI NESSUNO.

VIVO NELLA PAURA, TEMO IL FUTURO,

LA MIA TERRA, QUELLA DEI MIEI SOGNI,

NEL CONFUSO RICORDO,

ALEGGIA LA SPERANZA DEL RITORNO.

Categorie:   Cartolina