Fogli di Viaggio

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Camigliatello Silano, la mia Sila

Retro cartolina



Testo cartolina

 

Seduta su un sasso mi godo le ultime ore di un’estate che volge al termine.
Il sole riscalda il mio viso che scruta nei verdi campi alla ricerca di due volpi che ho intravisto quasi tutte le mattine.
Un semplice spettacolo che non sapevano di donarmi nei loro balzi tra i lunghi fili d’erba incolti.
Correvano, come le soffici e bianche nuvole, riflesso della loro ombra sulla terra.
Il fresco vento muove i rami carichi di verdi foglie, mentre battiti d’ali di timidi uccellini ne accompagnano il  melodioso fruscio.
M’ incammino nel viale alberato, compagno delle passeggiate dagli incombenti pensieri.
Decido di fermarmi poco distante da questo paradiso.
Seduta nuovamente su un sasso, mi lascio cullare dalla voce del torrente che sottile
gorgoglia tra le radici di alberi imponenti.
La quiete dei sensi.
Il campanaccio delle mucche ed il loro muggire mi sveglia da questa pace dell’ anima.
Un dipinto s’apprestano a catturare i miei occhi.
Fermo l’immagine in questo ricordo d’ infanzia estemporaneo che mi porto gelosamente dietro e che non entra nella valigia dei vestiti preparata poc’anzi.
Prendo consapevolezza che: il profumo della mia casa, così come le antibiotiche  premure di mia madre, gli analgesici discorsi di mio padre e gli antistaminici paesaggi fermi alla mia primavera, sono la mia cura.
È tempo di partire, purtroppo.

Teresa

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