Fogli di Viaggio

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A Termini mi hai costretto a rallentare

Retro cartolina



Testo cartolina

Qualche giorno fa ero alla stazione Termini ad aspettare un’amica. Mi chiama e mi dice che avrebbe fatto tardi e allora decido di fare un giro. Vado verso via Nazionale e lungo il tragitto mi imbatto in un ragazzo disteso per terra. Lo guardo e proseguo, ma poi torno indietro. Gli chiedo cos’ha. Risponde ma non capisco. Gli chiedo se ha fumato. Indica la bocca e dice “No fumato”. Capisco che ha fame e gli do due euro. Ripasso dopo mezz’ora e lo trovo ancora lì. Mi dice che è debole e non riesce ad alzarsi. Lo aiuto ad alzarsi e lo accompagno verso Piazza dei Cinquecento. Si compra riso ed acqua. Si riprende. Mi racconta che ha ventisei anni e viene dal Gambia. Mi supplica di aiutarlo. E’ disperato. Dorme per strada da giorni, forse da mesi. Non so cosa fare. Mi dice “Aiutami almeno tu”. E’ in procinto di piangere. Cerco il numero di Baobab, un gruppo di volontari che tentano di affrontare l’emergenza migratoria. Non lo trovo, ma scopro che hanno la sede vicino alla stazione Tiburtina. Strappo un foglio, scrivo l’indirizzo e cerco di convincerlo ad andarci. Gli pago il biglietto della metro. Lo saluto. Mi ringrazia e mi chiede il mio numero. Accampo scuse. Sono spaventato dalla responsabilità. La sera torno a Termini. Non lo trovo. Scrivo a Baobab e gli chiedo se è passato da loro.

L’incontro con l’altro, l’altro fatto di carne e sangue non è mai semplice. Ma allo stesso tempo solo l’incontro con l’altro, l’incontro con il non noto, con l’imprevedibile, può generare nuova energia, nuova apertura, nuovo movimento.

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